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	<description>Mostra Convegno sull&#039;Architettura del Paesaggio Urbano Contemporaneo 14-25 Aprile 2011 - Castello di Belgioioso (Pv)</description>
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		<title>Milano riletta attraverso l&#8217;acqua: una proposta per l’Expo 2015</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 17:18:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un progetto con la Facoltà di Ingegneria del Politecnico. Gli studenti del Master in Urban Vision and Architectural Design (MUVAD) di Domus Academy rileggono Milano attraverso l’acqua: un progetto per l’Expo. L’Acqua è il tema del progetto: il complesso legame &#8230; <a href="http://urbanitasonline.wordpress.com/2011/03/11/domus-academy-per-milano-una-proposta-per-l%e2%80%99expo-2015/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=134&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un progetto con la Facoltà di Ingegneria del Politecnico. Gli  studenti del Master in Urban Vision and Architectural Design (MUVAD) di  Domus Academy rileggono Milano attraverso l’<strong>acqua</strong>: un progetto per l’Expo.<br />
L’Acqua è il tema del progetto: il complesso legame tra questo elemento e  Milano. L’obiettivo è quello di cogliere la complessità della natura  dell’elemento acqueo e ricollegare in un progetto i tre elementi che  caratterizzano e definiscono il rapporto <strong>acqua</strong>-città: la storia, la tecnologia e il design. Per la sua realizzazione saranno usati gli spazi della città, la sua struttura urbana e i suoi edifici.<br />
Un progetto che, mettendo al suo centro l’<strong>acqua</strong>, si pone facilmente a servizio della <strong>tutela</strong> dell’<strong>ambiente</strong> e della <strong>sostenibilità</strong> <strong>ambientale</strong>, data l’importanza dell’<strong>acqua</strong> per garantire la vita degli esseri umani e le problematiche legate alla scarsità d’<strong>acqua</strong> nel modo odierno e in quello del vicino futuro.</p>
<p><strong>Acqua come elemento di rinnovamento</strong><br />
Il Master di Urban Vision and Architectural Design sul tema “l’<strong>acqua</strong> come elemento di rinnovamento dei sistemi urbani complessi”, ha avuto  inizio a settembre 2010 per la durata di 12 mesi, ed è realizzato in  collaborazione con la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano,  Dipartimento di Idraulica e Territorio, avendo come interlocutore finale  l’EXPO di Milano.</p>
<p><strong>Cinque aree tematiche</strong><br />
Al termine del corso del Master, fine settembre 2011, i lavori  realizzati nel corso dell’anno saranno esposti in una mostra aperta al  pubblico e poi raccolti in un catalogo. Il corso è strutturato in cinque  aree tematiche: Tools and languages: l’osservazione del territorio come  luogo di sperimentazione e applicazione dei progetti. L’analisi  presterà particolare attenzione alle relazioni che l’<strong>acqua</strong> ha con i contesti urbani in cui è presente nelle sue diverse forme;  “Strategy and vision”: l’acqua come unico elemento, il principale motore  del disegno, della struttura, delle forme del paesaggio urbano;  “Architectural link”: le relazioni che attraverso l’<strong>acqua</strong> si potrebbero costruire con il mondo del design, dell’arte o  dell’ingegneria idraulica, per collegare tutte le discipline  fondamentali per una buona architettura, che sia a servizio della <strong>tutela</strong> dell’<strong>ambiente</strong> e della <strong>sostenibilità</strong> <strong>ambientale</strong>; “Urban and landscape design”: la ricerca di soluzioni innovative per Spazi Urbani vivibili: il valore aggiunto dell’<strong>acqua</strong> per ridefinire i canoni estetici; “Architectural and building design”: l’<strong>acqua</strong>,  presenza nascosta, discreta e importante all’interno degli edifici,  sarà usata per definire nuovi canoni estetici integrati con i nuovi  “linguaggi verdi”, per garantire la <strong>tutela</strong> dell’<strong>ambiente</strong> e la <strong>sostenibilità</strong> <strong>ambientale</strong>.</p>
<p><strong>Una città d’acqua</strong><br />
“<em>Spesso si è tentati di ridefinire e raccontare come Milano sia una città d’<strong>acqua</strong> e come dall’<strong>acqua</strong>,  in passato, abbia tratto parte della sua ricchezza, della sua cultura e  della sua attuale forma urbana, che ne ricalca i tracciati divenuti col  tempo elementi generatori per il disegno e la programmazione della  crescita della città</em>” dichiara Gianandrea Barreca, Architetto e responsabile del Master di Urban Vision and Architectural Design. “<em>Se è vero che Milano è una città d’<strong>acqua</strong> è altrettanto vero che questo importante elemento è invisibile,  interrato, insomma nascosto alla vista e indifferente alla vita pubblica  della città e dei suoi cittadini, un progetto innovativo, per fare  dell’<strong>acqua</strong> l’elemento di rinnovamento dei sistemi urbani complessi</em>”.</p>
<p><strong>Una nuova identità professionale</strong><br />
Con il MUVAD Domus Academy propone una visione in cui competenze di  progettualità, architettura, design, analisi sociale e antropologica  convergono per creare una nuova identità professionale, in grado di  ripensare lo spazio urbano.<br />
Domus Academy, fondata a Milano nel 1982, è stata la prima scuola  post-graduate di Design in Italia. Il suo approccio formativo e di  ricerca si basa su metodologie progettuali avanzate capaci di anticipare  i bisogni di una società in continua evoluzione dal punto di vista  culturale, economico e sociale: un grande laboratorio di ricerca ed  esplorazione di scenari futuri. La presenza di team multidisciplinari,  la provenienza di studenti da tutto il mondo, la vocazione alla ricerca,  tipica del design italiano, sono le componenti più importanti, che  caratterizzano l’ambiente di lavoro e di studio della scuola.</p>
<p>Interessante anche il video:<br />
<a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/xh7omi_domus-academy-rilegge-milano-attraverso-l-acqua_news" target="_blank">Domus Academy rilegge Milano attraverso l&#8217;acqua</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/urbanitasonline.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/urbanitasonline.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/urbanitasonline.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/urbanitasonline.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/urbanitasonline.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/urbanitasonline.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/urbanitasonline.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/urbanitasonline.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/urbanitasonline.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/urbanitasonline.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/urbanitasonline.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/urbanitasonline.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/urbanitasonline.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/urbanitasonline.wordpress.com/134/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=134&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nuove tendenze del paesaggio urbano: non solo giardino.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 21:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urbanitas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevamo dato notizia su questo blog del convegno organizzato organizzato da Aiapp (Associazione Italiana Architettura del Paesaggio) ed Associazione Verdi Segni (gruppo di ex studenti del corso di progettazione del verde). Quest&#8217;ultima è una new entry dell&#8217;associazionismo culturale con pochi &#8230; <a href="http://urbanitasonline.wordpress.com/2011/02/27/nuove-tendenze-del-paesaggio-urbanonon-solo-giardino/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=125&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/02/immagine-4.png"><img class="size-medium wp-image-129 alignleft" title="Immagine 4" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/02/immagine-4.png?w=625&#038;h=79" alt="" width="625" height="79" /></a></p>
<p>Avevamo dato notizia su questo blog del convegno organizzato organizzato da Aiapp (Associazione Italiana Architettura del Paesaggio) ed Associazione Verdi Segni (gruppo di ex studenti del corso di progettazione del verde). Quest&#8217;ultima è una new entry dell&#8217;associazionismo culturale con pochi anni di vita ma già sufficientemente vitale e dimostra che anche nel mondo delle associazioni qualcosa sta cambiando, che il messaggio &#8220;l&#8217;unione fa la forza&#8221; comincia a passare e ben prosperare.<br />
Il convegno si proponeva di fare il punto sulla attuale situazione del progettare il verde in ambito urbano e, vista la folta affluenza di pubblico, possiamo dire che l&#8217;obiettivo è stato raggiunto.<br />
Vediamo ora cosa ci hanno trasmesso i  relatori che si sono alternati nella giornata.<br />
Alcuni concetti nuovi ed altri già ascoltati in altri ambiti ma  nel complesso il risultato raggiunto è stato positivo.</p>
<p><strong>In sintesi ecco i concetti  emersi:</strong></p>
<p>- voglia di campagna anche in città, sempre più prepotente è la richiesta di occupare spazi liberi o degradati per creare orti e spazi pubblici facilmente governabili ed usufruibili.</p>
<p>- Nuova visione dei giardini condominiali: non più spazi residuali in cui l&#8217;impresa edile piantava quanto d&#8217;avanzo nel garden più vicino, ma spazi progettati insieme all&#8217;architettonico dove il nome del codominio (le betulle, bosco verde&#8230;.) corrisponde anche ad un nuovo modo di concepire il vivere comune, con la possibilità di aprire questi nuovi spazi anche alla cittadinanza.</p>
<p>- La formazione di piccoli ambiti come corti storiche rivisitate, spazi ora coperti e dedicati al verde indoor, loft riabitati e trasformati anche per dare spazio al verde&#8230; verde che può diventare verticale, arrampicandosi sulle facciate con una sua fisonomia ed un suo particolare carattere che ben si discosta dall&#8217;uso di specie rampicanti (uniche specie finora utilizzate a tale scopo) come ben dimostrano i progetti di Patrick Blanc che ha saputo coniugare natura ed estetica ricreando mondi verdi su facciate, muri cupi, corti buie.</p>
<p>- L&#8217;uso sapiente delle specie da utilizzare dalle bulbose agli arbusti purchè la scelta sia consapevole ed appropriata al luogo che le ospiterà.</p>
<p>- Il caso di CITY LIFE e l&#8217;esperienza di GREEN ISLAND.</p>
<p>- L&#8217;impressione di un fotografo che attraverso le sue nostalgie e ricordi ha mostrato un&#8217;anima paesaggistica emozionante.</p>
<p>- Pareri severi di teorici del paesaggio che hanno ricalcato il significato odierno della progettazione del vede urbano, un tempo uno spazio da progettare per mettere in risalto le belle cortine urbane (piazze storiche), oggi vuoti urbani da riempire al meglio per nascondere brutte cortine che si preferisce non guardare e non far ricordare.</p>
<p>- &#8220;La felicità dell&#8217;uomo non si misura con i mq  di prato a disposizione&#8221;, ovvero la città vista non più come un insieme di forme architettoniche ma un territorio di uomini&#8230;&#8230;dieci consigli per una nuova Carta di Atene.</p>
<p>- infine, un verde accessibile sotto ogni casa, accessibile con i mezzi pubblici e mai troppo lontano da non potersi raggiungere a piedi, curato e curabile magari dagli stessi fruitori.</p>
<p>Se si realizzasse la metà di quanto ipotizzato e se si mantenesse in buona salute quello già realizzato potremmo già essere soddisfatti!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/urbanitasonline.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/urbanitasonline.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/urbanitasonline.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/urbanitasonline.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/urbanitasonline.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/urbanitasonline.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/urbanitasonline.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/urbanitasonline.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/urbanitasonline.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/urbanitasonline.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/urbanitasonline.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/urbanitasonline.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/urbanitasonline.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/urbanitasonline.wordpress.com/125/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=125&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;isola che c&#8217;è.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 21:16:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Animum Ludendo Coles  è una originale realtà che da anni opera contribuendo concretamente a recuperare e mantenere viva l’antica cultura di artigianato artistico italiano che ha determinato per secoli la qualità, l’armonia, la bellezza e l’originalità dei nostri centri urbani. &#8230; <a href="http://urbanitasonline.wordpress.com/2011/02/15/lisola-che-ce/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=114&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Animum Ludendo Coles  è una originale realtà che da anni opera contribuendo concretamente a recuperare e mantenere viva l’antica cultura di artigianato artistico italiano che ha determinato per secoli la qualità, l’armonia, la bellezza e l’originalità dei nostri centri urbani. Gli interlocutori naturali sono Pubbliche Amministrazioni, studi professionali, circoli didattici, enti, associazioni, imprese e quanti sinceramente interessati a sviluppare la diffusione del gioco, la promozione dell&#8217;artigianato artistico, del “made in Italy” e delle arti applicate, dei materiali naturali e delle lavorazioni tradizionali nella realizzazione di spazi urbani durevoli e sicuri, più accoglienti e vivibili, fortemente stimolanti e aggreganti.</p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/02/uboldo-1-copia1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-117" title="UBOLDO-1 copia" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/02/uboldo-1-copia1.jpg?w=417&#038;h=332" alt="" width="417" height="332" /></a></p>
<p>Un approccio sereno di ascolto delle esigenze e problematiche degli interlocutori, il costante miglioramento delle prestazioni, l’entusiasmo e il forte spirito di squadra, sono le prerogative che hanno permesso in questi anni ad Animum ludendo Coles di ottenere il consenso e la fiducia dalle più diverse realtà in cui ha operato.</p>
<p>Per informazioni: <a title="Animum Ludendo Coles" href="http://www.ludendo.it" target="_blank">www.ludendo.it</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/urbanitasonline.wordpress.com/114/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/urbanitasonline.wordpress.com/114/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/urbanitasonline.wordpress.com/114/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/urbanitasonline.wordpress.com/114/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/urbanitasonline.wordpress.com/114/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/urbanitasonline.wordpress.com/114/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/urbanitasonline.wordpress.com/114/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/urbanitasonline.wordpress.com/114/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/urbanitasonline.wordpress.com/114/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/urbanitasonline.wordpress.com/114/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/urbanitasonline.wordpress.com/114/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/urbanitasonline.wordpress.com/114/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/urbanitasonline.wordpress.com/114/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/urbanitasonline.wordpress.com/114/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=114&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Si prega di calpestare le aiuole.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 20:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urbanitas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esistono degli spazi che possono farci “star bene”, dei paesaggi che curano? Come sono progettati? Cosa sono gli “healing garden”? Healing garden trova in italiano la modesta traduzione di “giardino terapeutico o giardino che cura” e fa riferimento all’utilizzo delle &#8230; <a href="http://urbanitasonline.wordpress.com/2011/01/30/si-prega-di-calpestare-le-aiuole/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=101&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono degli spazi che possono farci “star bene”, dei paesaggi che curano? Come sono progettati? Cosa sono gli “healing garden”?<br />
Healing garden trova in italiano la modesta traduzione di “giardino terapeutico o giardino che cura” e fa riferimento all’utilizzo delle piante e del giardino per la cura e riabilitazione dell’essere umano. Si basa sul presupposto, dimostrato scientificamente, che la vista e il contatto con il “verde” diminuiscano il livello di stress delle persone, migliorandone l’umore, aiutando a sopportare meglio il dolore, la depressione, e addirittura stimolando la ripresa dell’organismo in fase di convalescenza. Nello specifico, la percezione sensoriale, la coordinazione motoria, la soluzione creativa dei problemi, sono efficacemente stimolate e potenziate dagli healing garden. Essi possono rappresentare una terapia di sostegno alle tradizionali cure mediche, e sono utilizzati dagli anni ‘70, inizialmente negli Stati Uniti e in Canada e successivamente in Nord Europa, in percorsi terapeutici con persone affette da dipendenze, detenuti, disabili fisici e mentali, malati neuropsichiatrici, anziani, bambini, e nondimeno al personale di sostegno degli stessi malati (medici, infermieri, operatori, volontari in genere). Esiste sul tema un’ampia letteratura, perlopiù di origine americana o nordeuropea.<br />
In un’accezione più stretta, l’ortoterapia, fa riferimento allo stesso principio del healing garden, ma più specificatamente “attiva”, viene intesa come l’insieme delle pratiche di giardinaggio quale strumento per la riabilitazione di individui con traumi psichici e fisici. L’ortoterapia può contribuire a favorire la reintroduzione nella società e nel mondo del lavoro di fasce deboli della popolazione. Essa, specie se condotta all’aperto, contribuisce a ridurre l’irritabilità, la pressione arteriosa, rafforzare la resistenza allo stress, inibire gli stati ansiosi e facilitare la predisposizione al buon umore, esaltare le proprie capacità e quindi infondere fiducia a se stessi.<br />
In Italia le esperienze che si raccolgono attorno ai temi del paesaggio terapeutico e delle fattorie sociali stanno diventando via via sempre più numerose. Le strutture cui in cui sperimentare la progettazione su questi temi sono molteplici: ospedali, residenze per anziani, nuclei Alzheimer, residenze socio assistenziali protette, hospice, asili, case di detenzione.<br />
“Si prega di calpestare le aiuole”, recitava un noto cartello esposto all’orto botanico di Sidney. Questo invito riassume efficacemente il significato e la dimensione dell’approccio progettuale da seguire quando si sceglie di progettare “spazi terapeutici”. Il consiglio per i fruitori di appropriarsi degli spazi, sentire i profumi, osservare le forme e i colori, è il suggerimento a trasgredire, ovvero, a rivedere il modo più comune e, probabilmente più tradizionale, di attraversare e vivere il giardino, l’orto, il paesaggio.<br />
<a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/img_2276.jpg"></a><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/img_0049.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-103" title="IMG_0049" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/img_0049.jpg?w=297&#038;h=332" alt="" width="297" height="332" /></a><br />
Come procedere dunque nel lavoro progettuale? In primo luogo, si parte dall’individuazione di un linguaggio condiviso di lettura e di codifica dei bisogni delle persone, elemento possibile solo integrando profili professionali diversi e coinvolgendo nell’esperienza progettuale psicologi, sociologi, psichiatri educatori, terapisti e quanti impegnati in questi ambiti. Secondariamente, c’è una fase di trasposizione di tale linguaggio in elementi costitutivi di un progetto di paesaggio in cui attuare e sperimentare le riflessioni fatte.<br />
<a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/img_2234.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-104" title="IMG_2234" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/img_2234.jpg?w=330&#038;h=246" alt="" width="330" height="246" /></a></p>
<p>Uno spazio può curare, nella misura in cui consente alle persone di muoversi autonomamente in esso, lì dove in cui offre stimolo, ma anche sicurezza; quando assicura la possibilità di avere dei momenti di raccoglimento ma favorisce anche la socialità, quando è in grado di attivare/controllare processi cognitivi legati alla percezione, all’attenzione, alla memoria, come al pensiero e alle emozioni.<br />
Uno spazio è vivibile nella misura in cui è ri-conoscibile, o meglio conoscibile, in altre parole, la sua organizzazione può essere letta con relativa facilità. E’ uno spazio nel quale è agevole orientarsi e muoversi, uno spazio facile da abitare, da attraversare, caratterizzato da estrema semplicità. Esso trasmette fiducia, pone i suoi utenti in condizione di leggerlo, di interpretarlo, di riconoscerlo e quindi di af-fidarsi a esso. L’intenzione del lavoro di progettazione di aree destinate alla cura del disagio è di ri-disegnare luoghi per le persone, spazi ergonomici, che – come tali -, favoriscano l’attivazione di funzioni terapeutiche. Il livello di ergonomia di uno spazio è connesso alla qualità del rapporto tra le persone e gli spazi stessi, determinata dalla sicurezza, dall&#8217;adattabilità, dall&#8217;accessibilità, dalla conoscibilità e semplicità di fruizione dei luoghi.<br />
In quest’ottica, gli spazi contengono segni in grado di favorire l’attivazione di processi cognitivi specifici e correlati alla cura. Così un’area racchiude segni riconoscibili che compongono gli spazi aperti, e che consentono di riconoscerne i confini. Rispetto alla componente vegetazionale, l’approccio progettuale è orientato a preferire piante la cui gestione e manutenzione possa essere operata in parte dagli utenti stessi, per questo sono da evitare specie vegetali che possono rappresentare un pericolo perché allergeniche o tossiche, o perché hanno caratteristiche sgradevoli, quali spine, foglie acuminate, parti urticanti o odore spiacevole; ancora, scegliendo specie che possano adattarsi e “resistere” anche a interventi di coltivazione, potature, concimazioni o irrigazioni da parte di persone non sempre esperte.</p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/img_2470.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-112" title="IMG_2470" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/img_2470.jpg?w=354&#038;h=224" alt="" width="354" height="224" /></a></p>
<p>Ancora, il progetto deve rispettare la naturalità dei luoghi, l’ecologia del paesaggio, cercando di valorizzare la varietà delle specie esistenti, della diversificazione strutturale e compositiva delle specie, degli habitat, dei microclimi, per accrescere la capacità di autorganizzazione e d’integrazione di tutti i componenti abiotici e biotici presenti in natura, e coniugare allo stesso tempo, un’elevata valenza paesaggistica, culturale, e ovviamente, terapeutica. La progettazione deve tener conto dell’ecosostenibilità del progetto e della gestione, di parchi, giardini, orti e frutteti secondo i criteri dell’agricoltura biologica, per generare il minimo impatto ambientale da un lato e per consentire di svolgere le attività di manutenzione in piena sicurezza anche dagli utenti, senza contatto con sostanze chimiche tossiche.<br />
Il lavoro di ricerca e l’esperienza professionale sui temi legati alla progettazione del paesaggio in strutture destinate alla terapia mostra come più che a un metodo progettuale, sia necessario riferirsi a un approccio. Un approccio che muove dalla profonda convinzione che siano i luoghi e le persone che li abitano a suggerire i temi progettuali. Il progetto deve leggere i caratteri storici e morfologici, le trasformazioni, i segni antropici di un luogo, come interrogarsi rispetto alle necessità, alle paure, ai desideri di coloro che in quei luoghi cammineranno, lavoreranno, giocheranno o saranno curati in quei luoghi. Al di là dei temi strettamente legati a strutture terapeutiche, uno spazio ben progettato è uno spazio bello da abitare, e questo è particolarmente importante anche rispetto alla qualità del progetto dello spazio pubblico, per questo molte delle considerazioni fatte fin qui valgono anche per i parchi e i giardini delle nostre città.<br />
Per informazioni: <a href="http://www.studio2cv.it" target="_blank">www.studio2cv.it</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/urbanitasonline.wordpress.com/101/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/urbanitasonline.wordpress.com/101/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/urbanitasonline.wordpress.com/101/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/urbanitasonline.wordpress.com/101/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/urbanitasonline.wordpress.com/101/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/urbanitasonline.wordpress.com/101/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/urbanitasonline.wordpress.com/101/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/urbanitasonline.wordpress.com/101/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/urbanitasonline.wordpress.com/101/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/urbanitasonline.wordpress.com/101/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/urbanitasonline.wordpress.com/101/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/urbanitasonline.wordpress.com/101/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/urbanitasonline.wordpress.com/101/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/urbanitasonline.wordpress.com/101/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=101&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Romagna (mamma) mia!</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 19:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urbanitas</dc:creator>
				<category><![CDATA[urban design]]></category>
		<category><![CDATA[arredo urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo stati colpiti da alcuni particolari di arredo urbano di una conosciuta e frequentatissima località turistica romagnola. La giornata invernale, limpida e soleggiata, metteva bee  in evidenza un numero consistente di pali e cartelli segnaletici accostati alle più variegate tipologie &#8230; <a href="http://urbanitasonline.wordpress.com/2011/01/25/romagna-mamma-mia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=74&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo stati colpiti da alcuni particolari di arredo urbano di una conosciuta e frequentatissima località turistica romagnola.<br />
La giornata invernale, limpida e soleggiata, metteva bee  in evidenza un numero consistente di pali e cartelli segnaletici accostati alle più variegate tipologie di lampioni. Nello spazio di pochi metri, sullo stesso incrocio: ghisa, acciaio, alluminio&#8230;</p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-13.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-86" title="foto 1" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-13.jpg?w=287&#038;h=376" alt="" width="287" height="376" /></a></p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-77" title="foto 3" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-3.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Anche per quanto riguarda gli arredi e le sedute è molto interessante l’accostamento, nella stessa via, più esattamente sullo stesso lato della via, fianco a fianco, di due tipi di panchine assolutamente diverse, sia per forma, sia per materiale, accostate a fioriere rettangolari “naturalmente” in legno, ad ecologici portarifiuti tondi in vetroresina bianca (che staccano) e ad un comodo portabiciclette in acciaio e cemento ornato in ghiaino. Il tutto rigorosamente in precario equilibrio in pochissimi metri quadrati.</p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-93" title="foto 4" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-4.jpg?w=300&#038;h=217" alt="" width="300" height="217" /></a></p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-4-bis2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-94" title="foto 4 bis" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-4-bis2.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Non meno interessante quello che succede sotto i nostri piedi: materiali, i più diversi che fanno strage di tutta l’antica tradizionale attenzione stilistica della quale l’Italia ha potuto vantarsi per secoli. Nella stessa amena località è facile imbattersi in veri e propri campionari di mattonelle&#8230; tutte banali, diverse come forma, dimensioni e materiale&#8230; giusto quel tanto per creare quel bell’effetto da “boutique della piastrella”. Forse, colpevolmente, non abbiamo apprezzato l’intenzione di creare degli originali mosaici o delle artistiche decorazioni, o più facilmente l’affermazione del “buongusto” del tecnico o dell’amministratore&#8230;</p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-5.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-95" title="foto 5" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-5.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-6.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-96" title="foto 6" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-6.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Se questo è il <em>senso del bello</em> che molte cittadine turistiche riescono a “esprimere” e quindi a comunicare ai tanti villeggianti e turisti stranieri, non c’è da meravigliarsi che il “made in italy”, il glorioso stile italiano sia in caduta libera&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/urbanitasonline.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/urbanitasonline.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/urbanitasonline.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/urbanitasonline.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/urbanitasonline.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/urbanitasonline.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/urbanitasonline.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/urbanitasonline.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/urbanitasonline.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/urbanitasonline.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/urbanitasonline.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/urbanitasonline.wordpress.com/74/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/urbanitasonline.wordpress.com/74/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/urbanitasonline.wordpress.com/74/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=74&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">foto 1</media:title>
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			<media:title type="html">foto 3</media:title>
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			<media:title type="html">foto 4</media:title>
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		<media:content url="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-4-bis2.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">foto 4 bis</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-5.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">foto 5</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/foto-6.jpg?w=225" medium="image">
			<media:title type="html">foto 6</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Nuove tendenze del paesaggio urbano: non solo giardino.</title>
		<link>http://urbanitasonline.wordpress.com/2011/01/13/nuove-tendenze-del-paesaggio-urbano-non-solo-giardino/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 21:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urbanitas</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[AIAPP]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[giardino]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>
		<category><![CDATA[verdisegni]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo il Convegno AIPP Lombardia: &#8220;Nuove tendenze del paesaggio urbano: non solo giardino&#8221;. Milano – venerdì, 21 gennaio 2011 9.00 – 17.30 Sala Conferenze &#8211; Acquario Civico di Milano viale Gadio, 2 &#8211; MM2 Lanza Un’iniziativa di AIAPP-Associazione Italiana di &#8230; <a href="http://urbanitasonline.wordpress.com/2011/01/13/nuove-tendenze-del-paesaggio-urbano-non-solo-giardino/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=62&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo il Convegno AIPP Lombardia: &#8220;Nuove tendenze del paesaggio urbano: non solo giardino&#8221;.</p>
<p>Milano – venerdì, 21 gennaio 2011<br />
9.00 – 17.30</p>
<p>Sala Conferenze &#8211; Acquario Civico di Milano<br />
viale Gadio, 2 &#8211; MM2 Lanza</p>
<p>Un’iniziativa di AIAPP-Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio – Sezione Lombardia e VerDiSegni – Associazione per la diffusione e la tutela della cultura del verde<br />
L’evento mira ad  analizzare lo stato di fatto attuale e le tendenze future dei settori in cui il progettista del verde interviene in ambito urbano e in un quadro sempre più multidisciplinare, alla luce dei cambiamenti di costume, delle nuove richieste e delle complesse e spesso contraddittorie motivazioni che  portano la committenza a richiederne l’apporto professionale. Le esperienze presentate sono pensate in un’ottica di messa in comune delle competenze, indirizzate alla riflessione dei professionisti del settore e rivolte, in particolare, ai giovani progettisti.<br />
Durante la manifestazione sarà allestita nei locali dell’Acquario civico una mostra, tramite poster, di alcuni progetti selezionati da una giuria presieduta da Flora Vallone, architetto-paesaggista del Comune di Milano, presentati da soci AIAPP e VerDiSegni e dedicati a differenti esempi di progettazione del verde in ambito urbano.</p>
<p>Il convegno, che sarà introdotto da una relazione di Domenico Luciani, architetto, paesaggista e urbanista della Fondazione Benetton Studi e Ricerche,  è così strutturato:<br />
1º Sessione Mattino – Presentazione delle nuove tendenze ed esempi di ambiti specifici di progettazione.<br />
Introduce, modera e commento finale della mattinata: Maria Maddalena Reggio – Politecnico di Milano.<br />
Relatori: Emanuele Bortolotti, Marco Bay, Antonio Perazzi, Flavio Pollano, Anna Maria Scaravella e Flora Vallone</p>
<p>Visita all&#8217;esposizione di poster con presentazione di progetti sul tema del convegno da parte di soci AIAPP e VerDiSegni.<br />
2º Sessione  Pomeriggio – Interventi progettuali a diversa scala: quale ruolo affidare al verde?<br />
Introduce, modera: Carlo Marinoni – Comune di Milano  Relatori: Margherita Brianza, Luca Baroni e Gilberto Oneto</p>
<p>3º Sessione – Pomeriggio  &#8211; Il dialgo tra verde urbano e presenze antropiche. Interventi mirati.<br />
Introduce e modera: Mario Allodi, Preside della Scuola Arte &amp; messaggio del Comune di Milano Relatori: Enrico Banfi, Andrea Branzi, Luca Beltrami Gadola, Francesco Radino e Claudia Zanfi</p>
<p>Coordinamento scientifico: Francesca Pisani, Maria Maddalena Reggio – AIAPP &#8211; Sezione Lombardia; Marinella Mandelli, Laura Pirovano – VerDiSegni<br />
Per informazioni - Francesca Pisani, Sara Pivetta – AIAPP &#8211; Sezione Lombardia; tel. 02.9600041, segreteria.lombardia@aiapp.net<br />
- Marinella Mandelli, Laura Pirovano – VerDiSegni; tel. 339.5469004, info@verdisegni.org</p>
<p>Qui potete scaricare il programma: <a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/programma-convegno-aiapp-lombardia-verdisegni-21-01-20111.pdf">Programma Convegno AIAPP Lombardia &#8211; VerDiSegni 21.01.2011</a></p>
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		<title>Milano, luci sulla città&#8230; neo realismo, o neo illuminismo? Per molti soltanto un neo.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 22:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urbanitas</dc:creator>
				<category><![CDATA[urban design]]></category>
		<category><![CDATA[led]]></category>
		<category><![CDATA[luminarie]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[A Milano la befana avrà portato via soltanto le feste, o anche le polemiche sulle luminarie che hanno acceso il dibattito pre-natalizio sulla qualità artistica dell&#8217;addobbo e sull&#8217;opportunità di coinvolgere, economicamente e non solo, sponsor esterni al Comune? Quella delle &#8230; <a href="http://urbanitasonline.wordpress.com/2011/01/10/milano-luci-sulla-citta-neo-realismo-o-neo-illuminismo-per-molti-soltanto-un-neo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=urbanitasonline.wordpress.com&amp;blog=18819295&amp;post=23&amp;subd=urbanitasonline&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Milano la befana avrà portato via soltanto le feste, o anche le polemiche sulle luminarie che hanno acceso il dibattito pre-natalizio sulla qualità artistica dell&#8217;addobbo e sull&#8217;opportunità di coinvolgere, economicamente e non solo, sponsor esterni al Comune? Quella delle luminarie è un&#8217;antica tradizione ereditata dal popolo spagnolo  (dalla metà del &#8217;500) e importata in Italia durante le dominazioni ed è stata con il tempo acquisita in Italia e perpetuata fino ad oggi, mantenendo prevalentemente il gusto barocco proprio dell&#8217;identità culturale spagnola. Il progetto messo in atto per il secondo anno consecutivo dall&#8217;Assessore all&#8217;arredo urbano Cadeo, ha voluto dare una veste innovativa a questa antica tradizione, senza però raggiungere l&#8217;obiettivo di una omogeneità estetica in tutti quartieri della città.</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/dscn3856.jpg"><img class="size-medium wp-image-26" title="Porta Venezia in rosa " src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/dscn3856.jpg?w=403&#038;h=302" alt="" width="403" height="302" /></a></p>
<p style="text-align:left;">La Gazzetta dello Sport, sponsor degli addobbi di corso Buenos Aires e corso Venezia, ha scelto di rendere maggiormente identificativo il suo intervento sia ricoprendo la Casa del Pane con luminarie di colore rosa, sia scegliendo per il corso il simbolo della rosa. Il rosa per &#8220;La Rosa&#8221;: tautologico, forse un po&#8217; troppo!</p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/dscn3861.jpg"><img class="size-medium wp-image-27 alignleft" title="tram luminoso" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/dscn3861.jpg?w=394&#038;h=295" alt="" width="394" height="295" /></a></p>
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<p>Lo sponsor  Peugeot  ha puntato sul concetto di movimento. Un tram luminoso carico di led in giro per la città, per ricordare ai milanesi in perenne coda sulle loro quattroruote, che i mezzi pubblici -forse- sono meglio dell&#8217;auto&#8230; Il contributo alla festa si è indubbiamente visto, ma probabilmente il messaggio pubblicitario era eccessivamente&#8230; mobile, con pacchiano effetto &#8220;festa patronale&#8221; garantito.</p>
<p><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/dscn38721.jpg"><img class="size-medium wp-image-29 alignleft" title="Castello Sforzesco a Natale" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/dscn38721.jpg?w=269&#038;h=359" alt="" width="269" height="359" /></a></p>
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<p>Un crescendo di luci copre d&#8217;oro, a suon di musica,  i merli e la Torre del Filarete del Castello Sforzesco. Un effetto a nostro avviso più riuscito, anche perché temporaneo, della consueta e perenne illuminazione che fa rassomigliare a un&#8217;attrazione di Disneyland uno degli edifici più amati  dai milanesi.</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/ago_02_672-458_resize-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-43" title="AGO E FILO illuminati a led" src="http://urbanitasonline.files.wordpress.com/2011/01/ago_02_672-458_resize-1.jpg?w=260&#038;h=388" alt="" width="260" height="388" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Ma è di certo l&#8217;ago e filo di piazzale Cadorna ad aver suscitato le polemiche più&#8230; accese. L&#8217;architetto Gae Aulenti, autore dell&#8217;opera, non ha gradito la &#8220;superfetazione&#8221; luminosa firmata da una giovane designer, fra le vincitrici del concorso indetto dal Comune di Milano. La poveretta ha dovuto battere in ritirata e in men che non si dica il Comune ha smantellato l&#8217;opera. Le motivazioni pro e contro (trama e ordito, potremmo dire!) lette sulla stampa in quei giorni avevano tutte una certa ragionevolezza. Tuttavia riteniamo che se qualcuno ha pensato di addobbare di luminarie un&#8217;opera d&#8217;arte come l&#8217;installazione dell&#8217;architetto Aulenti, sia perché ormai viene considerata anche all&#8217;estero un simbolo della città, una parte integrante dello skyline, come dicono quelli che parlano bene. Un bel riconoscimento per un&#8217;artista di indubbio valore che avrebbe potuto mostrare, almeno per pochi giorni, un&#8230; filo di comprensione per i giovani entusiasmi dei light designer, cogliendo l&#8217;occasione per smorzare le polemiche e mettere in luce la gioia di una città vestita a festa. Chissà che l&#8217;anno prossimo non si presenti l&#8217;occasione per ricucire!</p>
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